Se gestisci un sito web, il 2025 è una data che devi cerchiare in rosso sul calendario. Il European Accessibility Act (EAA) impone nuove regole sull’accessibilità che, entro il 2025, cambieranno radicalmente il panorama del web. Non solo la Pubblica Amministrazione, ma anche i privati che operano in settori chiave dovranno adeguarsi per garantire che i loro siti siano accessibili a tutti.

Cos’è l’accessibilità?
L’accessibilità web è l'insieme di regole che permettono a un sito web o ad un’applicazione di essere utilizzabile da chiunque, comprese le persone con disabilità fisiche, sensoriali o cognitive. Garantire l'accessibilità significa promuovere un'esperienza inclusiva, dove ogni individuo può navigare senza ostacoli o discriminazioni.
Secondo le statistiche di Eurostat del 2022, tra la popolazione dell'Unione Europea sopra i 16 anni, la percentuale di persone con disabilità raggiunge il 27%. Queste stime indicano che circa 101 milioni di persone, ovvero un adulto su quattro nell'UE, affrontano quotidianamente sfide legate alla disabilità.
Normative sull'accessibilità web: cosa cambia con l'European Accessibility Act?
Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha lavorato attivamente per uniformare le normative relative all’accessibilità web, promulgando due direttive fondamentali: la n. 2102 del 2016 e la n. 882 del 2019, conosciuta come European Accessibility Act (EAA). Mentre la prima direttiva è destinata alle pubbliche amministrazioni, la seconda stabilisce obblighi di accessibilità anche per le imprese private.
L’European Accessibility Act (EAA) è stato redatto per affrontare le differenze negli standard di accessibilità che in passato hanno caratterizzato l’Unione Europea, contribuendo a un panorama digitale frammentato e ricco di sfide per le persone con disabilità.
L’Unione Europea ha infatti implementato requisiti specifici per le aziende private con un fatturato superiore ai 500 milioni di euro, introducendo sanzioni per la mancata conformità agli standard di accessibilità digitale. Le imprese che non adempiono a queste normative rischiano di incorrere in multe che possono arrivare fino al 5% del loro fatturato. Questo primo intervento ha costituito un importante precedente per garantire la creazione di siti e servizi digitali accessibili, concentrandosi inizialmente sulle grandi aziende.
Con questa direttiva sono stati fissati obiettivi di accessibilità vincolanti, sebbene venga lasciata facoltà agli Stati membri di decidere come raggiungerli, a patto che sia fatto entro il 2025. Infatti, il 28 giugno 2025 entrerà ufficialmente in vigore lo European Accessibility Act (EAA), progettata per ottimizzare il mercato interno dei prodotti e dei servizi accessibili.
L’introduzione del quadro normativo unificato dell’EAA 2025 sarà supportata da un'altra norma europea che prevede il recepimento dell’EAA in ogni singolo Stato membro, facilitando così la dichiarazione di accessibilità. Tuttavia, gli Stati membri possono introdurre alcune eccezioni.
Legge Stanca: il primo passo per superare il digital divide in Italia
Anche l'Italia sta facendo significativi progressi per colmare il digital divide e promuovere l'uguaglianza digitale. A partire dalla Legge Stanca del 2004, che ha posto le basi per l’accessibilità digitale nelle pubbliche amministrazioni, il Paese ha continuamente aggiornato le proprie normative per rispondere alle nuove sfide.
Con il Decreto Legge 76/2020, l'obbligo di accessibilità è stato esteso anche ai soggetti privati, in linea con le direttive europee. Il 23 giugno 2020, sulla scia della normativa europea, è stato introdotto l'obbligo della dichiarazione di accessibilità AgID per i siti web e le applicazioni mobili delle pubbliche amministrazioni. Inoltre, le modifiche alla Legge Stanca hanno rafforzato le disposizioni per i soggetti privati.
Un ulteriore sviluppo significativo è rappresentato dall’aggiornamento della Legge 4/2024, che offre linee guida pratiche alle pubbliche amministrazioni nell’erogazione dei servizi. L'Italia si impegna costantemente per promuovere una società digitale più inclusiva, preparandosi all'entrata in vigore dell'European Accessibility Act (EAA) il 28 giugno 2025, che stabilirà obblighi di accessibilità per tutti i prodotti e servizi immessi sul mercato.
Con l’entrata in vigore, il 28 giugno 2022, del decreto legislativo che ha recepito lo EAA, sorge l’obbligo di rendere il sito web accessibile anche per le imprese private. Se i termini per le pubbliche amministrazioni sono già scaduti dal 2020, per i privati rimane ancora margine, anche se non troppo ampio - scadenze:
- 23 giugno 2020: le pubbliche amministrazioni devono aver reso il loro sito web accessibile e aver pubblicato la dichiarazione di accessibilità AGiD;
- 23 settembre 2021: l’obbligo di accessibilità e dichiarazione è esteso anche alle applicazioni delle pubbliche amministrazioni;
- 28 giugno 2022: i soggetti erogatori (fatturato medio oltre i 500 milioni di euro) sono tenuti a rispettare le norme in materia di accessibilità web. Tale termine è stato poi prorogato al 5 novembre 2022;
- 23 settembre 2022: i soggetti erogatori sono tenuti a depositare la prima dichiarazione di accessibilità AGiD;
- 28 giugno 2025: le imprese private devono rendere il loro sito web pienamente accessibile.
Dichiarazione di Accessibilità e conformità alle WCAG 2.2
L'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale), istituita nel 2012, è l'ente pubblico responsabile di promuovere la trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana, con particolare attenzione all'accessibilità. L'AgID supervisiona e attua le normative sull'accessibilità digitale, garantendo che siti web e applicazioni mobili delle pubbliche amministrazioni e di alcune aziende private rispettino i requisiti di inclusività previsti dalla legge.
Con il Decreto Legislativo 106/2018, l'AgID ha introdotto l'obbligo per le amministrazioni di pubblicare una Dichiarazione di Accessibilità, che informa sullo stato di conformità dei siti web e delle app mobili rispetto agli standard di accessibilità, come le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG 2.2).
La Dichiarazione di accessibilità è lo strumento attraverso il quale le Amministrazioni rendono pubblico lo stato di accessibilità di ogni sito web e applicazione mobile di cui sono titolari.
Fonte: AgID
Il Decreto Legge 76/2020 ha esteso tali obblighi anche alle aziende private con un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni.
Ogni titolare di sito web deve assicurare che tutte le pagine del proprio sito, incluse le web app, i documenti incorporati e i software utilizzati, rispettino i requisiti di accessibilità fissati dalle WCAG 2.2 a livello "AA", in linea con la norma UNI CEI EN 301549:2021.
Inoltre, ogni sito web deve includere un link alla Dichiarazione di Accessibilità (preferibilmente nel footer) e fornire un modulo per permettere agli utenti di segnalare eventuali problemi di conformità. Se alcune informazioni non possono essere fornite secondo le linee guida, è necessario renderle disponibili in un formato alternativo, per garantire a tutti l'accesso ai contenuti digitali.
Come verificare se un sito web è accessibile
Con l'entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA) nel 2025, diventa cruciale verificare se il tuo sito web è accessibile e conforme alle nuove normative. La conformità alle WCAG 2.2, non è solo un obbligo legale ma anche un'importante opportunità per garantire un'esperienza inclusiva a tutti gli utenti.
Esistono tool e strumenti di validazione per valutare l'accessibilità del tuo sito, ecco una lista dei migliori tool sul mercato
- WAVE (Web Accessibility Evaluation Tool):
WAVE è uno strumento online che analizza l'accessibilità delle pagine web e fornisce un report visivo, evidenziando le aree problematiche e suggerendo miglioramenti. - axe Accessibility Checker:
Un'estensione per browser (disponibile per Chrome e Firefox) che permette di eseguire test di accessibilità direttamente su una pagina web, fornendo feedback in tempo reale. - Lighthouse:
Uno strumento di Google integrato in Chrome DevTools che fornisce audit sull'accessibilità, sulle performance e su altre metriche. Genera un report dettagliato sui problemi riscontrati.
Questi strumenti offrono report dettagliati, evidenziando problematiche specifiche e suggerendo modifiche da apportare.
Tuttavia, è fondamentale notare che la semplice esecuzione di questi test automatici non basta. L'interpretazione dei risultati e l'applicazione delle soluzioni richiedono competenze specifiche e una comprensione approfondita delle normative e delle linee guida sull'accessibilità. Le regole che entreranno in vigore nel 2025 non solo estenderanno i requisiti di accessibilità a un numero sempre maggiore di siti e applicazioni, ma introdurranno anche sanzioni per le aziende che non si adeguano, rendendo ancora più importante garantire che il tuo sito sia conforme.
Affidarsi a esperti nel settore dell'accessibilità digitale è quindi altamente raccomandato. Richiedere una consulenza professionale ti permetterà di affrontare in modo strategico le sfide relative all'accessibilità, assicurando che il tuo sito soddisfi le esigenze di tutti gli utenti.
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