Google Tag Manager è uno strumento gratuito di Google che, introducendo snippet di codice nelle pagine di un sito, rende la gestione e l'analisi dei dati in ottica SEO e marketing molto più completa e semplice. Tutto chiaro? Probabilmente no e allora capiamo meglio cos'è GTM, come funziona e perché acquisterà sempre più importanza.

Google Tag Manager.

Google Tag Manager nasce ufficialmente nel 2012 e malgrado i suoi ben 12 anni è uno strumento ancora poco conosciuto e ancor meno utilizzato. La cosa non sorprende se si pensa che ancora oggi molte aziende e imprese non sono nemmeno su internet e come si può analizzare il traffico dati su di un sito che nemmeno esiste?

Perché GTM è proprio questo. Una strisciolina di codice, in parole molto semplici, che consente di verificare quanto un sito web sia efficace, quanto la sua struttura facile da navigare, quante adesioni riscuota e soprattutto quante vendite riesca a generare.

Tutto ha inizio in questo snippet, che letteralmente significa ritaglio, e infatti uno snippet non è altro che una parte di codice, anche chiamato Tag, da inserire nella sorgente di un sito o di un app che ne permette in questo modo il monitoraggio. In pratica GTM è un sistema che permette di gestire in modo semplice i Tag.

A cosa serve GTM?

Ora che abbiamo capito cos'è Google Tag Manager, vediamo a cosa serve e l'obiettivo che si pone. Lo scopo di un Tag è quello di inviare informazioni a terze parti come AdWords, Facebook Ads, Google Analytics, Email Marketing, Linkedin Ads che provengono dal proprio sito.

Essendo molti, come visto, i tool di marketing senza uno strumento come GTM occorrerebbe implementare ogni singolo tag in tutte le pagine del sito con tutte le problematiche che ne deriverebbero quanto a tempistiche, possibili difficoltà, coinvolgimento di apposito personale.

Con Google Tab Manager invece è sufficiente inserire un solo snippet di codice. Il vantaggio è immediato ed evidente. Il processo infatti non richiede che pochi minuti, è semplice e intuitivo anche per chi non è pratico della materia, si può subito verificare se un tag è funzionante e in caso intervenire per correggerlo e soprattutto, coinvolgendo meno risorse, il sistema è molto più economico.

Google Tag Manager e gli altri servizi

Le informazioni che il tag raccoglie contengono dati utili in ottica SEO e strategie di marketing. La loro analisi consente di tenere sotto controllo le attività e monitorare le performance del sito, attraverso le funzionalità avanzate di GTM si può rilevare l'andamento dell'e-commerce, il tracciamento di eventi, l'integrazione con altri servizi.

Grazie a Google Tag Manager in modo approfondito si può analizzare come l'utente interagisce con il sito, come si approccia all'e-commerce e per mezzo della raccolta di questi dati si fanno scelte di marketing e di strategia ben precise, mirate a ottimizzare le performance mediante informazioni concrete.

GTM non è utile soltanto perché semplice da usare e flessibile ogniqualvolta si debba aggiornare o aggiungere un tag, ma si rivela anche prezioso per l'immenso apporto che regala in termini di capacità di analisi e monitoraggio, elementi essenziali al giorno d'oggi per ottenere un successo digitale.

I vantaggi di Google Tag Manager e gli errori da non commettere

Sono molti i meriti di questo semplice strumento a partire proprio dalla sua facilità d'utilizzo, con GTM non è necessario smobilitare ogni volta un team di sviluppo per modificare o implementare nuove strategie che rispondono a diverse esigenze, ma è possibile inserire cambiamenti in modo autonomo e rapido.

Inoltre con Google Tag Manager si può tenere traccia di moltissimi eventi come i download, i clic e gli scroll senza scrivere codice personalizzato e soprattutto ottenendo dati importantissimi, dettagliati e ricchi per il monitoraggio del proprio sito.

A fronte di così tanti elementi positivi, sono da segnalare anche alcuni errori non ascrivibili però allo strumento in sé bensì all'uso improprio che se ne fa. GTM consente di effettuare un test dei tag inseriti prima della loro pubblicazione, così da correggerli immediatamente. E' sbagliato perciò dimenticare o addirittura trascurare questa operazione poiché si corre il rischio di introdurre tag mal funzionanti già in partenza.

L'approccio a Google Tag Manager deve essere accurato e professionale. Occorre rilasciare l'accesso alle modifiche solo a persone competenti che non finiscano per compromettere la sicurezza o generare problemi di gestione.

Altro errore da non commettere è quello di duplicare i tag o creare configurazioni inutilmente complesse e non richieste che alla fine potrebbero renderne difficile la manutenzione. L'organizzazione chiara e metodica dei tag è il miglior modo per rendere efficiente e prezioso questo strumento.

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