Zapier vs Make: guida completa alle automazioni no-code per ottimizzare i processi aziendali
Nel mondo della trasformazione digitale, l’automazione dei processi è diventata una priorità strategica per PMI, startup e aziende B2B. Ridurre attività ripetitive, aumentare l’efficienza operativa e liberare tempo per il lavoro ad alto valore è oggi possibile anche senza scrivere codice. In questo scenario emergono due player fondamentali: Zapier e Make (ex Integromat).
Entrambi sono strumenti di automazione no-code, pensati per connettere tra loro le app aziendali e creare flussi di lavoro automatici. Ma qual è la differenza tra i due? Quale conviene scegliere in base al proprio contesto?
In questa guida comparativa completa “Zapier vs Make” analizzeremo funzionalità, vantaggi, limiti, costi e use case di ciascuna piattaforma, con uno sguardo concreto al valore che possono generare per la tua azienda.
Perché confrontare Zapier e Make?
Negli ultimi anni, l’esplosione delle tecnologie no-code ha reso accessibile l’automazione anche a chi non ha competenze di sviluppo. Tuttavia, non tutti gli strumenti sono uguali: Zapier è sinonimo di semplicità, mentre Make punta sulla flessibilità e sulla logica avanzata.
Capire quando scegliere l’uno o l’altro è fondamentale per costruire automazioni scalabili, economiche e sostenibili.
Che cos’è Zapier?
Lanciato nel 2011, Zapier è una delle prime piattaforme no-code al mondo. Il suo obiettivo è semplice: aiutare chiunque ad automatizzare attività quotidiane con pochi click, collegando app e servizi web.
Ecosistema e integrazioni
Zapier supporta oltre 8.000 app (tra cui Google Workspace, Slack, Mailchimp, Salesforce, Hubspot) e consente di creare Zaps, flussi composti da:
- Trigger (evento che innesca il processo)
- Action (azione eseguita automaticamente)
Interfaccia e semplicità
Zapier si distingue per la sua interfaccia lineare e guidata, perfetta anche per chi è alle prime armi con l’automazione. Bastano pochi passaggi per connettere due strumenti e attivare il flusso.
Che cos’è Make?
Da Integromat a Make
Make nasce nel 2016 come Integromat e si rebrandizza nel 2022. È una piattaforma di automazione visiva e modulare, pensata per creare flussi altamente personalizzati senza scrivere codice.
Editor visuale e moduli
La principale differenza di Make è l’editor: ogni automazione si costruisce trascinando moduli su una canvas, collegandoli tra loro. Ogni modulo può contenere:
- Router condizionali
- Iteratori
- Webhook
- Operazioni multiple all’interno dello stesso step
Logica avanzata
Make consente di creare workflow complessi, con ramificazioni, filtri condizionali e cicli logici, il tutto con massimo controllo sui dati.
UX a confronto: semplicità vs controllo
Se cerchi qualcosa di “plug-and-play”, Zapier è imbattibile. Ma se hai bisogno di logica condizionale, filtri avanzati o gestione multi-step, Make è la scelta giusta.
Integrazioni disponibili
- Zapier: +8.000 app
- Make: +2.400 app (ma con integrazioni più profonde)
Make permette inoltre di costruire connessioni custom tramite API HTTP, webhook e parser JSON. Per team IT o marketer evoluti, è un plus.
Scalabilità per aziende in crescita
Zapier scala bene con team marketing, HR, sales. Make è preferito da startup tech e team IT per la flessibilità nelle automazioni più complesse.
Make è più adatto a integrare database, CRM custom, piattaforme SaaS verticali.
Sicurezza e compliance
Entrambe le piattaforme sono:
- GDPR compliant
- Offrono autenticazione sicura OAuth
- Consentono la gestione team e accessi condivisi
Make fornisce log dettagliati e cronologia dei dati elaborati → utile per auditing o gestione IT.
Quando scegliere Zapier
- Vuoi creare flussi semplici (es. da form a CRM)
- Hai bisogno di velocità
- Sei un marketer o team commerciale
- Vuoi una piattaforma con molte integrazioni già pronte
Quando scegliere Make
- Hai bisogno di logica “if/else”
- Usi app con API o webhook
- Vuoi risparmiare sui costi
- Hai flussi con ramificazioni complesse
- Sei in una startup o PMI con team tech interno
Automazioni reali: due esempi
Zapier per il marketing:
- Lead entra via Typeform
- Dati su Google Sheets
- Email via Mailchimp
- Notifica Slack
Make per customer support:
- Webhook riceve ticket
- Router analizza priorità
- Task creato su Asana
- Email inviata al team
- Statistiche loggate in Notion
Tabella comparativa sintetica
Flusso consigliato: da Zapier a Make
- Inizia con Zapier per validare i flussi
- Quando il volume cresce o serve logica avanzata, passa a Make
- Integra Make come backend, Zapier come front-end per team
Zapier e Make sono entrambi strumenti eccellenti per automatizzare processi aziendali senza codice. La scelta migliore dipende dai tuoi obiettivi, risorse interne e livello di complessità richiesto.
Se sei all’inizio, Zapier è un alleato perfetto per automatizzare le attività più comuni. Se invece vuoi costruire flussi più strutturati, scalabili ed economici, Make offre infinite possibilità.
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FAQ
- Zapier è più facile di Make?
Sì, ha un’interfaccia più semplice. Make ha una curva di apprendimento più ripida ma più controllo.
- Qual è più economico per aziende in crescita?
Make è generalmente più conveniente per automazioni complesse o uso elevato.
- Posso usare entrambi insieme?
Sì. Alcuni team usano Zapier per flussi semplici e Make per backend avanzati.
- Make ha tutte le integrazioni di Zapier?
No, ma consente integrazioni personalizzate via API e webhook.
- Make è adatto a chi non sa programmare?
Sì, anche se richiede più logica e pazienza rispetto a Zapier.